VOCALITÁ E PAROLA NELL’OPERA DI CHARLES MINGUS

 

MINGUS


Nell’aprile del 1978, grazie a Daniele Senatore, Charles Mingus conobbe Joni Mitchell.

Questo incontro fece maturare il lui l’idea di un progetto nel quale coinvolgere la grande cantautrice che già lo aveva colpito con il suo Paprika Plains, dall’album Don Juan’s Reckless Daughter.

Inizialmente Mingus, che già stava entrando nella prima fase della malattia, contattò la Mitchell per la realizzazione di un album basato sui Four Quartets di T. S. Eliot


Si trattava di un progetto ambizioso diviso in due parti: una consisteva in una serie di letture accompagnate da accompagnamento orchestrale, l’altra prevedeva l’accostamento del lettore e di Joni, la quale avrebbe dovuto tradurre in un linguaggio più colloquiale i testi di Eliot accompagnata da chitarra e basso.

Dopo un periodo di titubanza Joni però declinò la proposta poiché non si identificava nel progetto. Nell’aprile del ’77, Mingus propose a Joni un altro lavoro.

Scelse per lei sei brani e le chiese di scriverne le liriche e di cantarli.

Si trattava di brani melodicamente e armonicamente molto diversi fra loro così come i testi che avrebbero dovuto accompagnarli. Joni accettò la proposta di Mingus scegliendo però solo quattro dei sei brani e si recò a New York diverse volte per sottoporgli i testi.

Lo seguì anche in Messico quando, in seguito all’aggravarsi della malattia Mingus e Sue si trasferirono a Cuernavaca presso una guaritrice dove egli ormai privato dell’uso della parola seguì anche le ultime fasi di scrittura di Joni.

Da questa collaborazione nacque il magnifico album Mingus che unisce a quattro brani di Mingus (A Chair in the Sky, Goodbye Pork Pie Hat, The Dry Cleaner from Des Moines, Sweet Sucker Dance) due della Mitchell (God Must Be a Boggie Man, The Wolf that Lives in the Linsey) inseriti nell’album per volontà dello stesso Mingus.

L’album, criticato da molti “puristi” ma in massima parte ben accolto da critica e fans, raggruppa tra l’altro sei grandi jazzisti quali: Jaco Pastorius, Herbie Hancock, Wayne Shorter, Peter Erskine, Don Alias ed Emil Richards.

Ormai paralizzato e incapace di parlare Mingus si espresse ancora una volta attraverso la parola e la voce, quella di una grande interprete come Joni Mitchell.



1.Thomas Stearns Eliot, nato a St Louis nel Missouri, nel 1888 e morto nel 1965, fu uno dei maggiori rappresentanti del modernismo anglosassone, oltre che un drammaturgo e un critico letterario. Tra le sue opere poetiche più importati vi furono: Il canto d’amore di J. Alfred Prufrock e La terra desolata. Nel 1943 pubblicò in un unico libro i Quattro quartetti che erano già stati singolarmente pubblicati dal 1935 e nel 1942. Ultimo grande frutto della poesia eliotiana, i Quattro quartetti sono un’opera complessa ed ermetica, la più importante di tutto il modernismo, e della letteratura occidentale nella prima metà del Novecento.